Il Satanismo
- Giovanni Silvestri
- 25 feb 2018
- Tempo di lettura: 11 min

Il #Satanismo , ovvero il culto in forma rituale dell’interprete biblico chiamato Diavolo o Satana, è un evento abbastanza recente, che non ha nessun tipo collegamento con il Diavolo che veniva celebrato in tempi più remoti, come la stregoneria del Medioevo.
Si svela per la prima volta in un gruppo di attivisti ai margini della corte del re di Francia Luigi XIV (1638-1715) accanto a C. La Voisin. Una peculiarità di questo caso è l’ambiente laico e non ecclesiastico nel quale è espresso il grado di gravità del reato, che agisce attraverso una speciale commissione d’inchiesta istituita per indagare la figura di una donna molto vicina al re. Si trattava di Catherine Deshayes (1640-1680) che per diritti dettati dal matrimonio con un Montovoisin si diede una millantata nobiltà facendosi chiamare La Voisin. Le forze dell’ordine pensavano che i servizi resi alle nobildonne da parte della La Voisin non si limitassero solamente alla vendita di cosmetici o medicinali non esattamente ortodossi, ma che lei organizzasse sia aborti sia profezie divinatorie - astrologiche e cosa ancora più grave il traffico di ostie consacrate. Secondo le successive indagini prima dell’arresto, il traffico la rese molto ricca e si avvalse dell’aiuto di un’organizzazione di donne con molta influenza verso le nobili e della complicità di una cinquantina di sacerdoti. Le ostie trafugate servivano alla ritualità di ciò che fu nel tempo chiamata # Messa Nera ovvero una sorta di rovesciamento della Messa cattolica tradizionale che esibiva, insieme ad altro, un offerta sanguinaria come dono simbolico a Satana, dal sacrificio di una colomba a feti abortiti, fino all’assassinio rituale di bambini adescati e rapiti nei villaggi. La Voisin dichiarò alla polizia di aver cremato più di duemila bambini fra il 1666 e il 1679 sia come risultati di aborti sia come infanticidi veri e propri. I sacrifici erano commessi utilizzando le formule trovate sui Grimori, testi di magia rituale che presentavano le evocazioni ai demoni, attraverso le quali si pensavano di poter ottenere benefici mate- riali. I frequentatori di questi riti, erano in gran parte donne dell’alta aristo- crazia parigina del periodo, le quali erano disposte a tutto piuttosto di non perdere i favori del re. In due anni il commissario di Luigi XIV arrestò 319 persone, rilasciando subito i nobili. Catherine La Voisin nel 1680 insieme ad altre trentasei persone fu condannata a morte, trentaquattro furono esilia- te, quattro costrette a carcere vita.
Si può dunque asserire che questo caso fu il primo esempio di adora- zione organizzata e liturgica del Diavolo dove, a tutti gli aspetti prima dis- seminati nell’immaginario simbolico e superstizioso, fu data una connota- zione rituale che sarà la base del satanismo moderno. C’è comunque da dire che in questo caso specifico, la venerazione del demonio è dettata solo dalla misera volontà di guadagnarsi i servizi di Satana, come superare una ri- vale in amore oppure guadagnare facilmente del denaro, mentre la vera e propria adorazione del demonio come divinità demiurgica del male avverrà in periodi successivi.
L’idolatria del Diavolo dall’ottocento fino ai nostri giorni
Nell’Ottocento le notizie sul satanismo erano discutibili e vaghe, esse avevano origine spesso da personaggi che pur avendo veramente esplorato il sapere satanista, qualche volta ne fecero in qualche modo parte, mesco- lando quindi la fantasia con la realtà, come il giornalista J.Bois. Quest’ultimo fu uno dei principali informatori dello scrittore J.Huysmans (1848-1907), che nel 1891 pubblicò il romanzo Là-bas il cui testo annove- rava la più dettagliata rappresentazione di una Messa nera, che servì da traccia a molti satanisti. Nel racconto, Huysmans utilizzò, sicuramente rivi- sitandole, le indicazioni riguardanti le esperienze negli ambienti satanisti della sua amica B.Courriere (1852-1917), in seguito alle quali egli ritenne plausibili le accuse dell’epoca rivolte al sacerdote belga L.Van Haecke (1829-1912), che era sospettato di essere gran sacerdote satanista e cele- brante di Messe nere . Huysmans, che fino a quel momento era decisamen- te estraneo alla fede cristiana, rimase profondamente scosso da quella vi- cenda e si convertì al cattolicesimo.
Dopo poco tempo, anche Leo Taxil (1854-1907), un apprendista massone artefice di scadenti opere anticlericali di carattere erotico, nel 1885 manifestò la sua singolare conversione al cattolicesimo. Prendendo spunto dal Là-bas, in pochi anni creò decine di lavori e moltissime pagine nelle quali furono esposte le occulte azioni dei palladistiche, seguendo i consigli di Satana, si sarebbero imposti celatamente alla guida della Mas- soneria e sarebbero diventati anche punto di riferimento di numerosi go- verni europei. Il nutrito gruppo oppositori della Massoneria gli prestarono fede, ma la sua posizione non ricevette un adesione totale, infatti diverse personalità soprattutto appartenenti al mondo cattolico subodorarono un raggiro. Taxil nel 1897, di fronte alle continue richieste di chiarimento, do- vette riconosce in una conferenza a Parigi di avere inscenato la sua conver- sione e di avere completamente architettato la storia del palladismo per divertirsi alle spalle della ingenuità dei cattolici.
In quel periodo cresceva nell’ambiente satanista l’influenza di Aleister Crowley (1875-1947). Non fu mai stato un satanista, ma nonostante ciò il condizionamento culturale che da lui ricevette il satanismo, fu palese. Crowley scriveva che «il Diavolo non esiste. È un falso nome inventato dai Fratelli Neri per implicare un’Unità nella loro ignorante confusione di dispersioni». I nomi che il Diavolo assumeva nell’immaginario religioso, non ave- vano significato per l’occultista inglese: #Lucifero e #Satana erano il risultato una connotazione esoterica della potenza solare nel macrocosmo e del fallo nel microcosmo; Satana è collegato al Capricorno simbolo della sessualità maschile. Il Diavolo è la rappresentazione della ragione umana che nega quel Dio padrone assoluto del bene e del male. Maggior peso aveva invece per Crowley la magia, attraverso la quale, il mago invocando il nome di Seth, Satana, Shaitan, favoriva la rappresentazione degli spiriti nascosti nell’inconscio individuale o collettivo. Crowley autodefinendosi servo di Satana, voleva esaltare il ruolo di eone messaggero di Aiwass, che per logiche astrologiche collegate ai tarocchi poteva essere anche chiamato Satana, ma che in ogni caso era senza eccezione la forma dell’inconscio dell’uomo, unico dio. Rimase comunque assunto il fatto che Crowley nell’immaginario collettivo fosse satanista, a causa della sua abitudine di autocelebrarsi con vari pseudonimi che ricordavano il demonio, come il già citato Servo di Satana ed ancora la Bestia dell’Apocalisse.
In realtà egli era un mago che si limitava a insegnare agli adepti, av- valendosi dell’immagine mitologica del Diavolo, come liberarsi dalle credenze popolari religiose ed entrare in rapporto con l’inconscio umano e quindi con la realtà fallico - solare e, i rituali espressi nella sua Magia sessuale, sono l’esempio più significativo. Appare evidente comunque che l’interpretazione del diabolico di Crowley, determinerà la nuova rappresentazione di Satana alla quale gli adoratori del demonio negli anni successivi daranno forma.
Per la stampa dell’epoca fu anche argomento di grande interesse la campagna antisatanista di R.Guenon, che nel suo testo L’eletta del dragone, pubblicato nel 1929 rivelò nuovi fatti all’opinione pubblica, compreso un presunto coinvolgimento satanista del futuro presidente degli Stati Uniti J.A.Garfield (1831-1881), cosa che come al solito risultò infondata. Nello stesso periodo M. de Naglowska che ebbe una fattiva collaborazione in Ita-
lia con J.Evola (1898-1974), fu considerata la vera eletta del dragone e negli anni trenta fondò a Parigi il Tempio di Satana. La cosa che più stupisce fu la totale benevolenza della stampa sull’evento, probabilmente dovuta alla eccentrica teologia alla quale la Naglowska si riferiva.
Un esempio si può trovare nel suo testo La luce del sesso.Rituale di iniziazione satanica, dove si afferma il primato del divenire sull’essere e, la totale assenza nell’universo di entità assolute e perfette.
A questo punto si può cercare di dare una definizione che possa raffigurare ciò che il satanismo o in generale il culto del Diavolo, vuole mani- festare all’interno del panorama sociale, delucidazione necessaria per illustrare meglio l’argomento delle chiese di Satana .
Il satanismo è un fenomeno legato intimamente alla stregoneria dove:
Il demonismo stregonico ha dunque dei connotati antireligiosi. I disvalori del gruppo culturale d’origine divengono dunque veri e propri va- lori da realizzare; le pratiche e i rituali comunemente accettati sono volu- tamente reinterpretati e riproposti alla comunità in chiave eversiva. In que- sto modo per esempio, dove la buona condotta sessuale rappresenta (o è ri- tenuta) il cardine su cui appoggiare i valori della comunità maggioritaria, in quell’ambito il gruppo satanista avvalora la completa e assoluta libertà erotica; dove la pacifica convivenza tra gli individui è ritenuta condizione necessaria su cui fondare un modello di vita sociale eticamente inoppugnabile, il satanista propone la violenza come base dei rapporti interpersonali ed infine, la cerimonia della Messa cattolica viene sostituita con una inversio- ne liturgica, con quella della Messa nera. Con la pratica di esperienze border line, il satanista ricerca una sorta di appagamento psicologico - onirico che gli consente di avere un ruolo da protagonista che non riesce ricoprire nel sociale quotidiano.
Il tentativo di ritrovare quindi le diverse personalità disperse nel vuo- to sociale, porterà Anton LaVey a fondare negli Stati Uniti ciò che ancora oggi è riconosciuta come la capostipite del culto organizzato del demonio, cioè la famigerata Chiesa di Satana di San Francisco. Howard Stanton Le- Vey, nel 1950 è uno stravagante californiano collezionista di strumenti di tortura e libri horror, che col tempo farà diventare oggetto di businness o- spitando a casa sua personaggi, che con un lauto contributo in denaro, sa- ranno testimoni di conferenze su spettri, vampiri, lupi mannari, ma anche su metodi di tortura e pratiche antropofaghe. Negli stessi anni LaVey si guadagnava da vivere suonando in night club, ristoranti e cerimonie, reddi- ti che gli permisero di acquistare la Casa Nera, più tardi divenuta famosa e situata a San Francisco. Nel 1951, cominciò a nutrire un certo interesse verso la magia sessuale di Crowley, e per questo aderì ad un gruppo dell’O.T.O., collegato alla Agape Lodge di Pasadena, fondata da due occultisti: W.Smith e J.Parsons . Negli anni successivi, LaVey divenne critico nei confronti di Crowley e dell’O.T.O. ma la frequentazione di questo ambiente gli consentì di incontrare il regista underground K.Anger, con il quale nel 1961, fondò un’organizzazione chiamata Magic Circle, che poteva considerarsi il primo nucleo della Chiesa di Satana, fondata a sua volta
nel 1966. L’accondiscendenza degli anni sessanta, fece in modo che il satanismo acquisisse una tale notorietà, che in California (una delle prime a- derenti ala Chiesa di Satana è l’attrice J. Mansfield), fu accolto dai media locali con un tale interesse che oggi non sarebbe assolutamente plausibile. Addirittura LaVey fu assunto come consulente da R. Polanski per il suo film del 1968 Rosemary’s Baby, il che gli diede ancora più notorietà.
Con la pubblicazione del The Satanic Bible nel 1969, il satanista volle chirire che la Chiesa di Satana non incoraggiava il male in quanto tale, ma che era «solo» un movimento anticristiano, votato alla sublimazione di un dell’uomo che, liberato dalle superstizioni religiose e dal concetto di pecca- to presente nel cristianesimo, potesse godere della sola felicità materiale, in cui tutto diventava lecito. LaVey, in questo senso, fu profondamente influenzato dalla romanziera, teorica del capitalismo assoluto, Ayn Rand e grazie a quello che apprese nei suoi scritti, potè asserire che l’egoismo, non l’altruismo, era il fondamento della felicità personale e sociale. I rituali del- la Chiesa onoravano Satana in un modo puramente simbolico, anche perché si dubitava della sua presenza reale e ne fu prova che la versione di The Satanic Rituals pubblicata nel 1972, riveduta e corretta per il pubblico e- sterno, dimostrava che i riti effettivamente praticati dai seguaci di LaVey, fossero influenzati profondamente dalle pratiche di magia sessuale di Crowley .
Nel 1968, LaVey incontrò Michael Aquino, un ufficiale dell’esercito americano specializzato in controspionaggio e disinformazione e con una buona cultura accademica. Progressivamente, quest’ultimo assunse il ruolo
di principale organizzatore della Chiesa di Satana, che ordinò in unità locali chiamate ciascuna, grotta e riuscì a reclutare sia qualche centinaia di membri attivi, sia molti altri ai quali per posta venivano inviate le informazioni rituali. All’inizio degli anni 1970 si aprì però un contrasto tra LaVey e Aquino; dal punto di vista ideologico, Aquino cominciava a credere nella possibilità che Satana/Seth avesse un’esistenza reale, un’entità con la quale era possibile a certe condizioni entrare in comunicazione e, per questo mo- tivo, ripudiò la versione del satanismo predicata da LaVey. Dal punto di vi- sta organizzativo, Aquino restò legato al modello delle grotte, mentre La- Vey ne prese le distanze, per due motivi: il primo legato ai continui reati di cui si macchiavano i leaders locali, il secondo perchè non voleva essere le- gato ad apparato assomigliante a una Chiesa tradizionale. Nel 1975, Aqui- no e diversi dirigenti importanti delle grotte si separarono da LaVey e fondarono il Tempio di Set, promotore di un satanismo il cui credo era fon- dato sulla presenza di Satana nel mondo e diventò in breve tempo la maggiore organizzazione satanista su scala mondiale. Lasciando la Chiesa di Satana, Aquino ne annunciò la rapida scomparsa: ma la sua profezia non si rivelerà del tutto esatta. Per molti anni la Chiesa di Satana, è vero che rima- se una semplice organizzazione di vendita per corrispondenza di tessere, diplomi, oggetti rituali e pubblicazioni, ma è altresì vero che questo basso profilo consentì a LaVey di tenersi lontano dalla giustizia quando, dopo il processo di Charles Manson (1971)147 e con l’affermarsi dei movimenti an- ti-sette, i media americani rovesciarono il loro atteggiamento precedente di benevola tolleranza e iniziarono campagne contro il satanismo.
Dieci anni dopo, nell’ottanta, l’anti-satanismo e i movimenti anti- sette accusarono una forte crisi di popolarità, causata del loro stesso estremismo, cosa che permise a LaVey di rilanciare un’attività pubblica, sia pure su scala limitata. Cruciale, da questo punto di vista, fu il ruolo sia di B.Barton, la nuova compagna di LaVey, sia delle due figlie Karla e Zeena, che si impegnarono tutte a rendere di nuovo nota la Chiesa di Satana, attra- verso partecipazioni trasmissioni televisive ed interviste. Nel 1991, tuttavia, Zeena ripudiò pubblicamente la Chiesa di Satana e colui che chiamò il suo non-padre e dopo avere fondato con il marito, varie organizzazioni pseudo sataniche che risultarono di vita piuttosto effimera , finì anch’essa per aderire al Tempio di Set di Aquino dove ancora oggi ha il ruolo di gran sacerdotessa. Nello stesso anno, LaVey fu vittima di un infarto, che lo por- tò a ridurre di molto le sue attività, morirà nel 1997. Ancora una volta, sembrava che la Chiesa di Satana fosse stata sul punto di chiudere i batten- ti, ma venne mantenuta in essere da B. Barton e da un’altro adepto molto vicino a LaVey. Oggi il piccolo mondo di satanisti che si riconosce nel momento costitutivo del 1966, rimane diviso fra Chiesa di Satana, Tempio di Set, First Church of Satan, First Satanic Church, e una dozzina di scismi minori. Molte di queste organizzazioni sono piccole o piccolissime e presumibilmente i loro membri nel mondo, non raggiungono il migliaio. Molti invece risultano coloro che senza mai avere avuto un contatto perso- nale con una delle Chiese di Satana, vi hanno partecipato virtualmente at- traverso Internet, versando una quota simbolica e rimanendo nell’elenco contatti di questi gruppi.
I modelli di pensiero vigenti nella la Chiesa di Satana di LaVey ed il
Tempio di Aquino, hanno determinato una interpretazione sociologica cotemporanea del cosiddetto satanismo organizzato, che si divide in razionalista ed occultista.
Il satanismo razionalista legato a LaVey, è caratterizzato dalla com- ponente archetipica del simbolo/segno di Satana, del quale non è necessario credere nella sua esistenza, ma che diventa strumento fondamentale per la liberazione delle potenzialità umane, costrette dalle religioni e dalla morale.
Il satanismo occultista collegato ad Aquino, crede invece nella pre- senza reale di Satana, venerandolo come una divinità e con la quale attraverso rituali oblativi/sacrificali, si può entrare in contatto.
Questi due gruppi hanno in comune la ritualità della Messa Nera, come abbiamo già accennato simile alla Messa cattolica ma invertita a livello liturgico: Satana è lodato e Dio oltraggiato; l’altare celebrativo è il corpo di una donna nuda, sulla quale il ministro del culto compie atti di varia natura sessuale, mentre gli officianti profanano sia il crocefisso, sia un’ostia consacrata in genere trafugata da qualche Chiesa. Questo tipo di culto si differenzia nettamente dal Sabba, dove durante le presunte apparizioni del diavolo, uomini e donne danzano in preda ad un parossismo erotico, accoppiandosi alla fine con quest’ultimo. Lo scopo del #Sabba è il piacere selvaggio che l’incontro con Satana determina, mentre il fine della Messa Nera è determinato da una sessualità rituale e disciplinata che deve portare, secondo i satanisti, a dei favori materiali inequivocabili.
Lo scopo dei moderni adoratori del demonio è l’accrescimento del potere che la celebrazione del Diavolo, «principe di questo mondo» per gli occultisti, o modello della liberazione dalla morale dei razionalisti, deve necessariamente loro portare.
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